
Era stato nel 2008 che il Ministero degli Esteri tedesco aveva annunciato l’adozione di Linux, soprattutto con l’intenzione di risparmiare. In realtà Linux poi si è dimostrato più dispendioso di Windows, sistema a cui ora il Governo tedesco ritorna, di gran corsa.
In pratica, nonostante il costo iniziale inferiore di Linux, le spese necessarie per la formazione del personale hanno superato quella delle licenze Windows. Inoltre, il software libero non ha garantito l’interoperabilità e la portabilità dei documenti al di fuori del Ministero. A ciò si è aggiunto anche il costo superiore per l’acquisto di hardware compatibile – vedi l’articolo di Onewindows -
Insomma, la contro migrazione a Windows comporterà un sostanziale risparmio dovuto all’eliminazione dei costi di manutenzione del sistema Linux e dei costi di sviluppo dei driver. Inoltre, basterà un numero inferiore di ore di formazione per il personale, e non ci sarà più bisogno di acquistare componenti hardware compatibili con Linux – leggi l’articolo di tom’s hardware -
Ma probabilmente sono stati i seri problemi di sicurezza di Linux a favorire ulteriormente l’abbandono: ”poiché non vi è responsabilità di prodotto per le applicazioni open source“, ha detto il Ministero tedesco.
Secondo la Free Software Foundation Europe (FSFE), il governo tedesco non è riuscito a capire gli aspetti più importanti del software libero e le sue parole sono offensive nei confronti del software open source in generale.
Il Ministero degli Esteri ha risposto che non è contrario all’utilizzo di Linux, ma il software Microsoft è il più adatto per essere installato sui PC dei suoi dipendenti. La migrazione a Windows 7 e Office 2010 sarà completata entro l’inizio del 2014 – via -
Articolo di vistablog.it – Fonti nell’articolo.
